Europa metabolica ?

Europa metabolica ?

Nel luglio 2007 la commissione delle comunita’ europee ha presentato un Libro Bianco sullo sport. Come tutti i libri bianchi, esprime il livello di consapevolezza politica delle istituzioni. Non e’ un programma di governo, ma almeno rappresenta quello che l’Europa ha intenzione di fare.
Il Libro Bianco e’ pubblicato per intero sul sito del Ministero delle Sport Italiano www.politichegiovaniliesport.it; ne abbiamo estrapolato il paragrafo 2.1. perche’ particolarmente interessante per il mondo del fitness. Tra parentesi e in corsivo alcune nostre considerazioni.
2.1 MIGLIORARE LA SALUTE PUBBLICA ATTRAVERSO L’ATTIVITA’ FISICA

La mancanza d’attivita’ fisica aumenta la frequenza dei casi di sovrappeso e obesita’ e di una serie di disturbi cronici come le malattie cardiovascolari e il diabete, che riducono la qualita’ della vita, mettono a rischio la vita delle persone e rappresentano un onere per i bilanci sanitari e per l’economia.
Il Libro Bianco della Commissione “Una strategia europea per i problemi di salute legati all’alimentazione, al sovrappeso e all’obesita’” sottolinea l’importanza di adottare misure preventive e dinamiche per arrestare il calo dell’attivita’ fisica.

Il sedentarismo, ovvero “il calo dell’attivita’ fisica” non puo’ far altro che aumentare perche’ collegato in modo inversamente proporzionale allo sviluppo tecnologico.
Come strumento finalizzato all’attivita’ fisica a vantaggio della salute, il movimento sportivo ha piu’ influenza di qualsiasi altro: lo sport infatti attira l’attenzione della gente e ha un’immagine positiva. L’indubbia capacita’ del movimento sportivo di favorire l’attivita’ fisica a vantaggio della salute, pero’, rimane spesso sottoutilizzata, e necessita di essere sviluppata.

Questo dipende soltanto dalla capacita’ politica di trasformare indicazioni di principio in atti concreti: finanziamenti e investimenti mirati.

L’Organizzazione mondiale della sanita’ (OMS) raccomanda un minimo di 30 minuti di attivita’ fisica moderata (che include ma non si limita allo sport) al giorno per gli adulti e di 60 minuti per i bambini. Le autorita’ pubbliche e le organizzazioni private degli Stati membri dovrebbero tutte contribuire al raggiungimento di questo obiettivo, ma gli studi piu’ recenti mostrano in genere l’assenza di progressi degni di nota.

Si sta parlando della prescrizione universale di fitness metabolico, ovvero di attivita’ motoria come prevenzione sociale; il punto e’ quello di favorire lo sviluppo di centri dove si possano riavviare al movimento almeno 25 milioni di italiani sedentari.

1) La Commissione propone di elaborare insieme agli Stati membri nuovi orientamenti sull’attivita’ fisica prima della fine del 2008.
Essa raccomanda di rafforzare la cooperazione a livello ministeriale tra i settori della salute, dell’istruzione e dello sport negli Stati membri, per definire ed attuare strategie coerenti volte a ridurre il sovrappeso, l’obesita’ e gli altri rischi per la salute. In questo contesto, la Commissione incoraggia gli Stati membri ad esaminare come promuovere il concetto di vita attiva tramite i sistemi nazionali d’istruzione e formazione, compresa la formazione degli insegnanti.
La situazione in Italia e’ “leggermente” compromessa, visto il livello formativo medio delle Universita’ che dovrebbero preparare il professionisti: sia quelli che lavorano nello sport sia quelli che lavorano nella scuola. Ma solo “leggermente”, sia chiaro: obsolescenza dei programmi, corporativismo nelle facolta’, cooptazione degli incarichi di docenza sono solo dicerie disfattiste che gli stessi laureati in scienze motorie lamentano per un’evidente inclinazione all’autolesionesimo e, comunque, non trovano alcun riscontro nella realta’. Ingrati.

Le organizzazioni sportive sono incoraggiate, in ragione del loro potenziale per quanto riguarda l’attivita’ fisica a vantaggio della salute, a intraprendere attivita’ a tal fine. La Commissione facilitera’ lo scambio di informazioni e buone pratiche, in particolare relativamente ai giovani, rivolgendo un’attenzione particolare al livello di base.
Piacerebbe sapere se l’incoraggiamento consiste in una pacca sulla spalla, in un volantino promozionale a cura di una qualsiasi istituzione o qualcosa di piu’ concreto.

2) La Commissione sosterra’ una rete europea di Attivita’ fisica a vantaggio della salute (attivita’ cosiddetta AFVS o HEPA: Health-Enhancing Physical Activity) e, se del caso, reti piu’ piccole e mirate che si occuperanno degli aspetti specifici dell’argomento.
Dove, come e quando ? Ma forse queste domande sono troppo concrete e premature: meglio aspettare ancora un poco.

3) La Commissione fara’ dell’attivita’ fisica a vantaggio della salute un punto di riferimento delle sue attivita’ relative allo sport e cerchera’ di tenere meglio conto di questa priorita’ negli strumenti finanziari pertinenti, che includono:

• il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (aspetti della salute connessi con lo stile di vita);
• il programma di sanita’ pubblica 2007-2013;
• i programmi Gioventu’ e Cittadinanza (cooperazione tra organizzazioni sportive, scuole, societa’ civile, genitori e altri soggetti a livello locale);
• il programma di apprendimento permanente (formazione degli insegnanti e cooperazione tra scuole).

L’indicazione e’ ben puntata ma un po’ prudente: “cerchera’ di tenere meglio conto di questa priorita’ negli strumenti finanziari pertinenti”.
Il punto e’ che “l’attivita’ motoria come prevenzione sociale” e’ in realta’ centrale nel riassetto del wellfare. Basta solo riuscire a vederlo. Il risparmio quantitativo in termini di spesa sanitaria tradizionale (esami di monitoraggio, farmaci e ricoveri) e’ imponente e dell’ordine di grandezza di parecchi miliardi di euro all’anno (quindi strutturali).
Il miglioramento poi della qualita’ della vita delle persone in termini di benessere, liberta’ di movimento e di qualita’ del tempo libero e’ di facile comprensione a chiunque, anche se di difficile misurazione con strumenti come il P.I.L.
Intanto la realta’ e’ piu’ avanti della politica: si moltiplicano i centri in cui si propone l’attivita’ fisica come prevenzione e terapia della sindrome metabolica e, piu’ in generale, del sedentarismo. Con successo.
Il ministro Melandri, nell’intervista rilasciata a Professione Fitness, ha dichiarato il suo impegno per inserire in finanziaria 2007 delle scelte “concrete” per favorire l’attuazione dei principi esposti anche nel Libro Bianco della commissione europea.