I NUMERI INPS SULLO SPORT DILETTANTISTICO: LA RIFORMA AVVIA IL CAMBIAMENTO, MA DOMINANO ANCORA ASSOCIAZIONI E COLLABORAZIONI

I NUMERI INPS SULLO SPORT DILETTANTISTICO: LA RIFORMA AVVIA IL CAMBIAMENTO, MA DOMINANO ANCORA ASSOCIAZIONI E COLLABORAZIONI

Il mondo dello sport dilettantistico italiano sta vivendo una fase di profonda transizione, trainata dagli effetti della nuova riforma del settore. A tracciare una radiografia dettagliata del comparto è l’ultimo report annuale dell’Inps, che fotografa una realtà caratterizzata da una forte presenza di associazioni sportive sul piano organizzativo e da una netta prevalenza di rapporti di collaborazione sul fronte lavorativo.La struttura organizzativa: Asd e Ssd a confrontoI dati del Registro nazionale attività sportive dilettantistiche (Rasd) – lo strumento introdotto dalla riforma dello sport (legge delega 86/2019 e successivi decreti) che oggi rappresenta il fulcro informativo e statistico del settore – mostrano che nel 2025 le organizzazioni iscritte erano 113.043.La larghissima maggioranza di queste realtà è costituita da associazioni sportive dilettantistiche (Asd), che rappresentano il 91% del totale (pari a 102.880 enti). Le società sportive dilettantistiche (Ssd) si fermano invece al 9% (10.163 enti).Tuttavia, sul piano occupazionale i rapporti di forza si riequilibrano: pur essendo numericamente minoritarie, le Ssd arrivano a impiegare quasi la metà del personale sportivo complessivo (46,7%), lasciando alle Asd il restante 53,3%.Occupazione e contratti: crescono i lavoratori sportivi, ma il lavoro dipendente è residualeNel 2025, soltanto 21.010 degli oltre 113 mila enti iscritti hanno registrato lavoratori con almeno un contributo versato nell’anno, per un bacino complessivo di circa 115.000 occupati (in crescita del 4,3% rispetto al 2024).All’interno di questo panorama si distinguono due macro-categorie:

  • Gli sportivi dilettanti effettivi: sono circa 71.000 persone (pari al 61,5% del totale), una cifra in forte espansione con un incremento dell’11,6% rispetto all’anno precedente.
  • Il personale gestionale e amministrativo (“Altro”): questa categoria, che include anche chi ricopre cariche elettive o svolge mansioni amministrative, registra invece una contrazione del 5,6%.

La vera costante del settore resta la tipologia contrattuale. I rapporti di lavoro dipendente rimangono del tutto marginali: la quota di sportivi dilettanti con un contratto di dipendente è appena il 4,3% del totale dei dipendenti occupati in Asd e Ssd. Al contrario, la quasi totalità degli sportivi opera sotto forma di collaboratori iscritti alla Gestione separata, dove rappresentano l’82,6% del totale.Identikit del lavoratore sportivo: genere, età e divari territorialiDall’analisi dell’Inps emerge un profilo demografico ben delineato delle figure professionali attive nello sport dilettantistico:

  • Genere: si rileva una netta prevalenza maschile, con gli uomini che rappresentano il 62,2% della forza lavoro.
  • Età: nonostante gli under 35 costituiscano una fetta rilevante dell’occupazione (45,6%), l’età media complessiva supera comunque i 39 anni per entrambi i sessi.
  • Distribuzione geografica: le asimmetrie territoriali restano marcate. Ben il 55% degli sportivi dilettanti è concentrato nelle regioni del Nord Italia, mentre il 27% opera nel Centro e solo il 17,9% nel Mezzogiorno.

Un cammino ancora lungo verso la professionalizzazioneIn definitiva, i dati dell’Inps confermano che la riforma sta progressivamente facendo emergere il lavoro sommerso, favorendo una continua regolarizzazione dei rapporti d’impiego. Ciononostante, i numeri complessivi sono ancora contenuti e descrivono un settore strutturalmente legato al modello associazionistico e caratterizzato da una fortissima dipendenza dalle collaborazioni autonome. Il percorso verso una completa e matura professionalizzazione del comparto appare ancora lungo.