CIO – CONI – SPORT E SALUTE: COSA SUCCEDE ALLO SPORT CON LA NUOVA RIFORMA?

CIO – CONI – SPORT E SALUTE: COSA SUCCEDE ALLO SPORT CON LA NUOVA RIFORMA?
PRIME REAZIONI ALLA RIFORMA DELLO SPORT DOPO L’APPROVAZIONE IN SENATO

 

In data 06/08/2019, il Senato della Repubblica ha approvato (con 154 sì, 54 no e 52 astenuti), il disegno di legge, d’iniziativa del Governo, e già approvato alla Camera dei Deputati, recante le Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo.

In particolare, il disegno di legge – voluto dal Sottosegretario di Stato Giancarlo Giorgetti – attribuisce al Governo la delega a intervenire su materie di sport, anche con il riordino del Coni e della disciplina di settore.

Fra gli scopi del ddl, quello di “organizzare e sviluppare la pratica dell’attività sportiva” nelle scuole, di riordinare le norme di sicurezza per "la costruzione e l’uso degli impianti sportivi” e di riformare “le disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici”.

Di grande interesse, per l’intero comparto sportivo dilettantistico, l’art. 2 (centri sportivi scolastici), l'art. 5 (rapporti di lavoro sportivi), e l'art. 7 (ammodernamento e costruzione impianti sportivi).

Il provvedimento approvato è riportato in allegato all'articolo.

Il nuovo disegno di legge ha tuttavia destato diverse preoccupazioni e contestazioni: il via libera di Palazzo Madama è infatti arrivato dopo che la mattina del 06/08/2019 è stata recapitata al presidente del Coni Giovanni Malagò – e, oltre a lui, al capo dello Stato, Sergio Mattarella, e a diversi esponenti politici – una lettera dal Cio, nella quale il comitato Olimpico Internazionale di Losanna ha espresso “seria proccupazione” per il progetto di legge. Secondo l’organismo internazionale presieduto da Thomas Bach alcune disposizioni “intaccherebbero chiaramente l’autonomia” del Coni, con il rischio di dover portare alla “sospensione e al ritiro del riconoscimento del comitato olimpico”.

La lettera del C.I.O. è riportata in allegato all'articolo.

Tutto il mondo dello sport ha espresso preoccupazione verso tale situazione: una lettera che delineerebbe, a detta di molti media Nazionali, un panorama piuttosto sconcertante perché potrebbe portare all’esclusione dell’Italia dalle prossime olimpiadi.
L’orizzonte potrebbe, inoltre, diventare ancora più nefasto se il CIO decidesse di revocare i giochi invernali Milano-Cortina del 2026, appena assegnati all’Italia: sarebbe una sconfitta per lo sport, ma anche per il Governo.

Nel frattempo il Sottosegretario Giorgetti ha voluto smorzare i toni, sostenendo che vi sia stato un equivoco e che l’emanazione dei prossimi decreti legislativi e attuativi andrà a risolvere del tutto le preoccupazioni espresse dal CIO.

Ma entriamo nel merito della questione: nel provvedimento approvato in Senato, secondo il CIO, risiederebbero norme non aderenti ai principi della carta olimpica (il documento che regolamenta e definisce i doveri delle 4 organizzazioni che fanno parte del movimento olimpico: CIO, federazioni sportive, comitati olimpici nazionali e comitati organizzatori) in quanto lesive dell’autonomia del Coni.
Secondo il disegno di legge approvato dal Senato, il 32% delle entrate fiscali derivate dallo sport che lo stato versa annualmente al Coni, verrebbe ora diviso tra lo stesso Coni e da un altro ente (Sport e Salute).
In questo modo, i 408 milioni di euro previsti per quest’anno dovranno essere suddivisi in questa misura: 40 milioni destinati al Coni per finanziare la preparazione olimpica di alto livello e della giustizia sportiva e i restanti 368 milioni riservati a Sport e Salute per gli organismi sportivi, l’antidoping, il funzionamento del Coni, le strutture territoriali e la promozione sportiva.
I numeri della “riorganizzazione” erano già stati resi noti con la pubblicazione dell’ultima legge di bilancio e la nascita della “Sport e Salute s.p.a.”: seguono gli schemi attinenti ai flussi finanziari pre e post riforma (tratti dalle slides di sintesi ufficiali).

 

Sull’altro piatto della bilancia, i fautori della riforma dello Sport si sono affrettati a ribadire che la divisione appena descritta potrà semplificare il funzionamento del sistema sportivo italiano e sarà in grado di ridurre la burocrazia eliminando possibili conflitti di interesse, e che si tratterebbe di una legge ed una riforma votata solo a fare l’interesse di migliaia di A.S.D. le quali assicurano lo sviluppo dello sport di base e garantiscono migliaia di lavoratori che avranno finalmente un degno inquadramento giuridico.

Ciò che viene ancor più contestato dal CIO è però l’ingerenza da parte del Governo Italiano sulla riorganizzazione del Coni.
A tal proposito ecco i punti fondamentali della lettera che il CIO ha inviato al Coni:

Il Coni non dovrebbe essere riorganizzato mediante decisioni unilaterali da parte del governo.

La sua governance interna e le sue attività devono essere stabilite e decise nell’ambito del proprio statuto, e la legge non dovrebbe avere per obiettivo un micromanaging della sua organizzazione interna e delle sue attività. Le entità che compongono il Coni dovrebbero rimanere vincolate agli statuti del comitato, della Carta Olimpica e agli statuti delle organizzazioni sportive internazionali alle quali sono affiliate. Dovrebbero inoltre rendere conto completamente al Coni per ogni specifica assistenza finanziaria e tecnica che possono ricevere".

Ora si attende di sapere la conclusione di questa vicenda e capire se l’allarme lanciato dai media nazionali sia realmente fondato e concreto.

OVVIAMENTE TUTTE LE CONSIDERAZIONI FATTE DOVRANNO ESSERE RIVISTE ALLA LUCE DELLA CRISI DI GOVERNO IN ATTO, LA QUALE, INEVITABILMENTE, POTREBBE VANIFICARE TUTTO IL LAVORO FIN QUI COMPIUTO.
 

Verona, lì 09/08/2019

Dott. Riccardo Zoccatelli

Studio Leonardo Ambrosi & Partners